Osteoporosi: Cos'è, Come nasce, Come si manifesta, Come si scopre

Cos'è

 

L’Osteoporosi è una malattia attualmente molto frequente; negli ultimi 50 anni si è avuto un netto incremento della prevalenza di questa condizione patologica, causato da una maggiore esposizione a quelli che sono i principali fattori di rischio.

L’invecchiamento, l’abuso di sigarette, in particolare nelle donne, la diminuita attività fisica,il minore apporto di calcio con l’alimentazione e l’introduzione di acque oligominerali, povere di questo elemento, sono tutti fattori che predispongono l’organismo ad una perdita della massa ossea come si verifica nell’Osteoporosi.

La riduzione della massa ossea (BMD) che si verifica nella malattia osteoporotica porta ad un aumentato rischio di fratture patologiche, che è del 30% nelle donne e del 15% nell’uomo. Si è visto che nelle donne la mortalità per fratture è addirittura superiore a quella per carcinoma mammario.

L’Osteoporosi può essere classificata in primitiva, quando non è associata ad altre malattie, e secondaria, quando è causata da malattie endocrine, reumatiche, malassorbimento e farmaci.

 

Come nasce

 

L’osso è un tessuto in continuo rimodellamento, grazie dall’attività delle cellule che lo compongono che sono gli Osteoblasti, deputati alla formazione dell'osso e gli Osteoclasti, responsabili del riassorbimento dei minerali dell’osso.

La massa ossea presenta variazioni fisiologiche in rapporto all’età e al sesso; dalla nascita fino all’età di 20-25 anni la nuova formazione di osso prevale sul riassorbimento fino a raggiungere un picco massimo, che rappresenta il capitale osseo di cui si dispone, all’età di 30 anni. Questo rimane stabile per un periodo compreso tra i 30 e i 40 anni; successivamente si ha una lenta e progressiva diminuzione della massa ossea, che è maggiore nella donna rispetto all’uomo. La quantità di massa ossea, a parità di età, è superiore nell’uomo.

Il processo di rimodellamento del tessuto osseo è sotto il controllo di numerosi fattori come gli stimoli meccanici locali e gli ormoni come estrogeni, androgeni, ormone della crescita (GH), paratormone (PTH) e la vitamina D.

Nell’Osteoporosi si ha un bilancio osseo negativo cioè la formazione di nuovo osso è inferiore al riassorbimento, con conseguente patologica riduzione della massa ossea.

I meccanismi patogenetici che determinano la malattia sono diversi nelle diverse forme di Osteoporosi; nell’Osteoporosi post-menopausale la malattia si ha a causa della carenza di estrogeni, i quali partecipano al processo di mineralizzazione dell’osso, mentre nella  forma senile si ha una riduzione delle cellule che normalmente partecipano al riassorbimento ed una loro minore attività.

Nell’Osteoporosi da steroide sono molteplici i fattori che concorrono all'aumentato riassorbimento osseo; il bilancio osseo negativo è tanto maggiore quanto maggiore è la durata della terapia.

Come si manifesta

 

La malattia è clinicamente silente fino a che la perdita di massa ossea è tale da determinare fratture; nelle fasi iniziali o nelle forme lievi possono comparire dolore e deformazioni ossee.

Dolore:

è di tipo meccanico, compare cioè con il carico ed aumenta progressivamente con l’aumentare dello sforzo; è assente di notte e durante il riposo.

Deformazioni ossee:

interessano la colonna vertebrale e si manifestano con riduzione della statura e accentuazione della cifosi dorsale (gobba) dovuta a cedimenti multipli dei corpi vertebrali.

Le fratture interessano più frequentemente il polso, le vertebre, ed il femore sebbene ogni struttura scheletrica possa essere coinvolta per minimi traumi. Le più comuni sono le fratture vertebrali multiple, soprattutto nell’Osteoporosi post-menopausale, mentre nelle forme senili e da farmaci sono più colpite le ossa lunghe; non raro è il riscontro di fratture femorali negli anziani.

 

Come si scopre

 

La scarsa sintomatologia a cui la malattia si accompagna rende difficoltosa una diagnosi precoce, e quindi un adeguato trattamento dell’Osteoporosi. Il quadro clinico e i dati anamnestici sono utili a porre il sospetto della malattia e a fornire, con la ricerca dei fattori di rischio, le indicazioni per l’esecuzione di esami strumentali diagnostici. Questi sono in grado di quantificare la massa ossea; le normali radiografie sono infatti in grado di rilevare la diminuzione della densità ossea in uno stadio abbastanza avanzato, quando la perdita di minerali ha ormai raggiunto il 25-40%. L’esame di riferimento, “gold standard”, per la diagnosi è l’analisi della densità ossea a raggi X effettuata mediante la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) che fornisce un dato quantitativo del contenuto di calcio nello scheletro che viene poi confrontato con il valore medio di riferimento ricavato da adulti sani di 25-40 anni di età (fascia di età in cui la quantità di massa ossea è stabile e l’incidenza di fratture minima). La Densitometria è raccomandata:

• nelle donne che, nel periodo post-menopausale, hanno avuto una frattura;

• nelle donne che, sempre nel periodo post-menopausale, hanno meno di 65 anni di età e uno o più dei fattori di rischio e

• nelle donne con età superiore ai 65 anni.

Attualmente ha trovato larga diffusione una nuova metodica ad ultrasuoni per la misurazione della massa ossea che viene eseguita a livello del calcagno o delle falangi delle dita della mano.

Altri esami di laboratorio possono essere utili nel confermare la diagnosi e per escludere un’Osteoporosi secondaria ad altre malattie.

 

Fonte: Annalisa Marchetti, Lucia Limiti, Michele Sediari, Vincenzina Calabrese,

Maria Giovanna Danieli Clinica Medica, Dipartimento di Medicina Interna, Malattie Immuno-allergiche e

respiratorie, Azienda Ospedali Riuniti di Ancona

 

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